Lisa Röing Baer (*1994, Svezia) esplora le contraddizioni e le sfumature dell’esistenza umana nel XXI secolo. Attraverso la fotografia e gli oggetti, documenta e analizza ciò che è effimero: cose e strutture soggette al cambiamento o sull’orlo della scomparsa.
La sua pratica si divide a grandi linee in due aree. La prima, la fotografia analogica. Questa tecnica, come molte delle sue, è la rimanenza di un’epoca passata. Lavora continuamente su immagini singole che compongono il suo archivio. Si connette profondamente con il linguaggio fotografico ma allo stesso tempo lo supera:
Per le esibizioni, crea oggetti e installazioni. Insieme alle sue fotografie, usa materiali di uso commerciale e non. Pone particolare attenzione alla periferia: i margini di quello che è il soggetto sono tanto importanti quanto il suo centro. Pertanto, c’è una grande attenzione all’inquadratura.